Riablitazione della caviglia, la collaborazione Fipeb-Fidal al via con un seminario (VIDEO)

La modalità era quella che consentiva la fase di emergenza da contenimento della pandemia da Coronavirus, vale a dire l’incontro a distanza tramite la piattaforma Zoom, ma non per questo l’evento ha perso di importanza ed anzi è stato ugualmente partecipato e vivace.

La collaborazione fra la sezione salti e lanci della nazionale di atletica leggera e la Federazione Italiana Pilates e benessere psicofisico è partita con un importante seminario medico-formativo sul tema “Il trattamento riabilitativo dell’instabilità della caviglia: dall’infortunio al return to jump”. Un argomento, come è evidente, molto sentito dal settore, sempre alle prese con gesti atletici importanti e quindi sottoposto a sollecitazioni notevoli dal punto di vista fisico.

Dopo una breve introduzione a cura di Claudio Mazzaufo, il responsabile della sezione salti e lanci della categoria élite della Fidal è stato il turno del primo relatore, Andrea Benvenuti. L’ex medagliato europeo sugli 800 metri, già capodelegazione di San Marino alle ultime olimpiadi, è oggi un affermato fisioterapista ed ha parlato dell’aspetto tecnico e medico relativo all’infortunio ed al recupero dello stesso.

Nella prima parte, attraverso uno studio pubblicato dall’American Journal Sport Medicine ha affrontato la casistica dell’infortunio. “Lo studio – ha detto Benvenuti – è stato effettuato un campione di 1076 atleti di 37 sport appartenenti alla NCAA (l’ente sportivo dei college statunitensi ndr): si sono registrati 3861 infortuni nel biennio 2010-2012 ed il 41% degli intervistati ha riscontrato una recidiva di uno stesso infortunio  o un infortunio in un compartimento diverso”.

La distorsione alla caviglia, secondo quanto emerge dai dati,  fa la parte del leone in quanto a ricorrenza degli infortuni, con un incidenza maggiore nella popolazione femminile. Fra gli sport più coinvolti c’è l’atletica leggera, ma compaiono altre discipline come cross country, basket, calcio, ginnastica e tennis. Inoltre, la prevalenza infortunio quando coinvolge entrambi gli avampiedi o la porzione posteriore della caviglia

Nella seconda parte dell’intervento Benvenuti ha affrontato la tematica specifica, ovvero l’instabilità alla caviglia, con le tre tipologie strutturale, funzionale e dinamica e le modalità che devono condurre l’atleta a tornare a saltare prima ancora che ad allenarsi, attraverso l’allenamento cosiddetto pliometrico che deve portare, al pieno recupero della funzionalità muscolare: “E’un percorso – spiega Benvenuti – che il fisioterapista deve cercare di portare avanti di concerto con l’allenatore, perché è fondamentale che quando nella fase finale del recupero l’atleta è preso in carico dal tecnico, deve già essere in grado di allenarsi pensando alla performance e non invece alla necessità di non doversi fermare per una eventuale ricaduta”.

Nel suo intervento, la responsabile tecnica della Fipeb, nonché direttrice della scuola nazionale maestri Emanuela Misciglia, dopo una breve introduzione sulla Federazione e sui suoi scopi, ribadendo ancora una volta la necessità di sganciarsi dalla visione del pilates come semplice fitness, ha incentrato il discorso sui macchinari.

Particolare attenzione è stata data alle molle ed al loro ruolo di supporto a questo tipo di attività: “Grazie alle molle– ha spiegato- possiamo far lavorare la muscolatura con resistenze variabili, sia negli arti inferiori che in quelli superiori, che nel tronco. Questo permette una mobilizzazione precoce in caso di traumi o semplicemente può aiutare una persona a fare un determinato gesto”.

Il dibattito con domande ha chiuso l’appuntamento, che qui sotto potete vedere per intero sul nostro nuovo canale yotube.