Migliorare la muscolatura dei tennisti con esercizi mirati

DI LORENA LORICI

Chi pratica uno sport in modo regolare, si trova ad avere squilibri legati al gesto atletico che viene compiuto con più frequenza.

Uno degli sport che provoca maggiori problemi posturali, soprattutto se praticato in età giovanile, è il tennis, che con il suo gesto unilaterale, carica tensioni sul lato dominante del corpo , generando squilibri muscolari e dolori agli arti superiori e inferiori o lesioni del disco.

I colpi fondamentali del tennis: il diritto e il rovescio, richiedono infatti un’ampia e robusta rotazione del tronco e della spina dorsale. Le continue sollecitazioni provocano un effetto torsionale sul disco e possono dar luogo a protusioni o ernie discali.

Il servizio, tendendo a iperestendere la zona lombare, aumenta le sollecitazioni di taglio, anch’esse deleterie per i dischi intervertebrali. I problemi agli arti superiori sono causati dal modo in cui la palla viene colpita o dal modo in cui si tiene la racchetta. I problemi agli arti inferiori invece, riguardano i rapidi cambi di direzione e gli improvvisi arresti e partenze.

Insomma il tennis non è uno sport “naturale “ come la corsa e non è certo facile da gestire per il nostro apparato muscolo scheletrico.

Come sappiamo, il Pilates è una disciplina che promuove il controllo, la precisione e la concentrazione, proprio come il tennis: quindi può essere molto utile sia per migliorare le prestazioni del gioco in termini di potenza e precisione, sia in termini di prevenzione degli infortuni.

Nell’allenamento con i grandi attrezzi in uno studio Pilates  il lavoro necessario per chi gioca a tennis è davvero tanto.

QUALI ESERCIZI

Propriocettività, sul Reformer, con la fitball o il foam roller, al fine di migliorare la capacità del sistema neuromuscolare.

Stabilizzazione, tramite forza isometrica e forza eccentrica (elementi imprescindibili della tecnica Pilates), quelli  specifici sul busto, con la combo chair o il Reformer e l’ausilio delle molle indirizzati al miglioramento dello schema torsionale al fine di aumentare l’elasticità e la fluidità del gesto tecnico .

“Muscoli del core” per generare la forza nel braccio la forza nel braccio: il reclutamento di muscoli profondi, infatti, riduce il lavoro muscolare di quelli superficiali per generare potenza e consentire una conservazione ottimale e un trasferimento di energia dai piedi fino alla racchetta, proteggono la schiena e mantengono il corpo in posizione eretta e in equilibrio.

Retroversione del bacino che oltre ad allungare la zona lombare prevenendo il mal di schiena ,migliorano la performance visiva e di conseguenza influenzano i modelli posturali.

Esercizi per migliorare la mobilità delle anche e la flessibilta degli ischiocrurali e dei quadricipiti che nei tennisti spesso sono ipertrofici.

Esercizi per migliorare l’appoggio plantare al suolo e per migliorare la fase propulsiva del piede che riveste una notevole importanza dal momento in cui è la modalità con cui le contrazioni muscolari inducono al corpo la forza necessaria al suo spostamento.

Rinforzo dei glutei,  con esercizi che offrono forza per le tante e improvvise rotazioni e scatti repentini .

Esercizi per migliorare la mobilità articolare della colonna vertebrale ed esercizi per la cuffia dei rotatori, finalizzati a creare un equilibrio tra i vari muscoli che compongono l’articolazione della spalla.

In conclusione, il pilates, promuovendo un allungamento muscolare dinamico e continuo, eseguito ad un certo ritmo rendono la muscolatura più elastica e è ormai presente nei programmi di allenamento di tanti tennisti sia amatoriali che professionisti.