Tutelare il diritto allo sport, prima forma di benessere e libertà

LUCA PANTALEONE

Durante la scorsa estate si è moltissimo di sport, soprattutto grazie alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020 ed ai campionati europei di calcio e volley che hanno visto protagonisti il nostro paese, distintosi per gli ottimi risultati ottenuti.

Date le recenti congetture storico politiche, si è posto in evidenza anche un aspetto fondamentale legato allo sport tout court, siano esso di squadra, individuale o discipline quali la danza, il pilates e lo yoga: la correlazione sport e  liberta individuale.

 Da sempre l’attività  sportiva è stata riconosciuta come bene essenziale nella vita di ogni individuo per molteplici aspetti, non solo per il benessere fisico e la salute ma anche per quello psicologico e sociale senza necessariamente dover essere o diventare dei campioni o praticarlo come agonisti.

È infatti uno forte stimolo di aggregrazione, confronto e miglioramento perché ci si relaziona con altre persone e si tessono reti sociali importanti che si nutrono di stima e rispetto reciproco.

Migliora inoltre l’umore ed il benessere psicologico delle persone che lo praticano e può essere anche un mezzo di riscatto sociale e di eliminazione delle diseguaglianze tra i vari ceti sociali, creando opportunità di una vita migliore. Non a caso noi ci chiamiamo Fipeb, perchè il pilates, ma in generale tutto lo sport sono prima di tutto benessere psicofisico.

LE TRISTI VICENDE ATTUALI

In alcuni paesi, come l’Afghanisthan di recente caduto  nuovamente in mano al regime estremista talebano, lo sport stesso diventa simbolo e lume di liberta’ individuale e sociale:  nell’ambito della cancellazione e negazione dei  diritti civili, infatti, è stato vietato alle donne qualsiasi tipo di attività sportiva, lavorativa e di istruzione.

.La squadra di calcio femminile di Herat, creata negli scorsi anni, è dovuta fuggire in Italia per poter continuare a vivere e giocare in piena libertà, come testimoniano le interviste rilasciate delle giovanissime ragazze appena arrivate a Roma con le lacrime agli occhi.

Penso che tutto ciò debba essere tenuto a mente ogni qualvolta si parli di restrizioni e cancellazioni di libertà individuali e diritti civili: lo sport è un diritto in egual misura di tutti gli altri e, come tale, deve essere protetto, promosso  e tutelato dallo Stato con tutti i mezzi a disposizione.